Hai un po’ di cellulite e lo sai bene e, proprio per questo, non ti lasci più stupire da promesse mirabolanti e lozioni più simili a polvere di fata che a veri e propri rimedi dermo-estetici.

Sei dunque pronta ad andare a fondo nella questione “cellulite” e a farlo nel solo modo possibile: scientificamente.

E’ per questo motivo che, oggi, desidero presentarti la cellulite per ciò che è davvero: oltre che brutta, dolente, antiestetica e deprimente, anzitutto una malattia cutanea.

In questo “viaggio al centro della pelle”, la prima cosa che ti occorre sapere è che di cellulite non ne esiste solo una, perché si tratta di un’affezione degenerativa: cambia, si muove, evolve. 

E quando lo fa, di solito, non è per migliorare. 

I quattro stadi

Chi, come noi, studia la pelle, ha deciso di schematizzare il processo peggiorativo (che tristezza…) della cellulite individuando quattro momenti particolari noti col nome di stadi della cellulite.

E’ davvero difficile avere una cellulite del quarto stadio (quello indiscutibilmente più problematico) senza, prima, essere passate dagli altri tre.

E’ questo il motivo che mi spinge a volerti raccontare a cosa può andare incontro la tua cellulite attuale se la trascurerai e quali passi sarà invece possibile percorrere a ritroso per ritrovare, con un pizzico di impegno, la tua forma migliore.

Conoscere bene la tua nemica può dare a te più strumenti per combatterla e a lei meno chances di sopravvivere.

Per orientarsi al meglio nel non tanto magico mondo della pelle a buccia d’arancia, forse non sai che il nome scientifico di questo inestetismo è P.E.F.S.: pannicolopatia-edemato-fibro-sclerotica.

Un termine specialistico, difficile e quasi impronunciabile che può farti comprendere (anche senza capire un’acca) quanto la cellulite sia complessa e articolata.

Che il viaggio cominci.

Tutto ha inizio quando la pelle nella zona dei glutei e delle cosce (ma non sono da meno addome, braccia, polpacci o fianchi) ti appare insolitamente “piena”, rigonfia, liscia.

Alla vista, l’incarnato sembra proprio omogeneo e, al massimo, si accompagna con qualche capillare in vista e un po’ di problemi di circolazione evidenti anche ad occhio nudo. Se ti tocchi, la sensazione è morbida e se ti dai uno schiaffo, il tessuto trema per alcuni istanti come un budino alla vaniglia. E’ lì che avverti che sotto lo strato di pelle è presente qualcosa di molto malleabile, come un cuscinetto d’acqua.

La sensazione non è molto distante dalla realtà: hai un bell’edema, ovvero una concentrazione di liquido sotto la pelle, provocato dal fatto che il tuo sistema circolatorio non funziona proprio benissimo. Non solo: il riassorbimento dei fluidi corporei fisiologici avviene con fatica per la grande quantità di liquido da smaltire.

Se ti riconosci in quello che ho appena scritto, soffri di cellulite edematosa, del I° stadio.

Lasciata al suo destino e, quindi, non curata, la cellulite di questo primo tipo può peggiorare progressivamente.

In meno del tempo che crederesti, l’edema si espande e diventa una vera e propria sacca di liquido, disperso fra cellula e cellula. Questa specie di pozzanghera fuori controllo stimola il nostro corpo a fare una cosa molto naturale: proprio come quando arginiamo un fiume straripato con sacchi su sacchi di sabbia, allo stesso modo alcune cellule iniziano a lavorare in tutta velocità per produrre dei filamenti di fibre proteiche (i sacchi di sabbia del nostro corpo!). 

Alla vista (e anche al tatto) la cellulite inizia a presentarsi in modo diverso: oltre alla componente liquida, le dita trovano piccoli avvallamenti dovuti alle fibre.

Questa descrizione è tipica della cellulite fibrosa, ovvero del II° stadio.

Se non viene trattato, l’edema continua a estendersi e la produzione di fibre aumenta: si tratta, per lo più, di filamenti di collagene ed elastina prodotti di fretta e un po’ alla carlona.

Nel caos generale, essi si sovrappongono disordinatamente creando masse sempre più spesse, percepibili con le mani.

Si tratta dei noduli della cellulite che, oltre a fare male, diventano un ostacolo ulteriore alla circolazione del sangue: la loro presenza “strozza” molti capillari e piccoli vasi sanguigni e circonda gruppi di cellule adipose che, lentamente, vengono isolate e non ricevono più ossigeno e nutrimento dal sangue.

Ecco spiegati avvallamenti sempre più marcati, dolore alla palpazione e pelle fredda: il sangue circola a fatica e il tessuto presenta noduli induriti davvero spiacevoli. Si tratta del III° stadio: la cellulite fibro-sclerotica.

Il III° stadio è anche l’ultimo “recuperabile”. Col IV° stadio, quello sclerotico, la cellulite assume la forma più grave che esista. I noduli diventano molto più grandi e sono sparsi in modo irregolare nel tessuto. Gli specialisti del settore parlano addirittura di “travi” di materia indurita che comprime le cellule adipose rimaste incolumi e le fibre nervose.

La pelle è completamente disomogenea, con infossamenti profondi, colate di tessuto simili a drappi. La circolazione sanguigna e linfatica è gravemente compromessa e il dolore è diffuso.

L’importanza di fare qualcosa

Esistono suggerimenti e trattamenti specifici consigliati ad ogni stadio della cellulite. 

Per essere davvero sicura di quale sia la tua cellulite, esiste uno strumento chiamato lastra termografica, indispensabile per prendere visione del tessuto dall’interno: totalmente indolore, ci permette di intervenire immediatamente sulla tua cellulite e impedire la sua degenerazione.

E tu?
Vuoi sapere a quale stadio della cellulite ti trovi?